il perchè di questo blog

Mi sono spesso ritrovata a guardare la mia città solo di sfuggita, presa com'ero dal tram tram della vita quotidiana, senza mai chiedermi cosa ci fosse dietro quell edificio, quella statua. Oggi voglio riuscire a riscoprire la parte ancora viva della Vecchia Palermo e per farlo voglio partire dal suo passato, dalle tradizioni dalle legende!Con questo blog mi propongo di creare un angolo dove ci si possa incontrare per raccontarsi tutte le curiosità legate alla splendida Palermo!!!

giovedì 6 marzo 2008

La kalsa


itinenario arabo-normanno

Il Capo


Il Capo, si trova in quella la parte della vecchia Palermo tra il Cassaro, la Via Maqueda e la cerchia nord occidentale delle distrutte mura.
Si è lungamente dibbattuto sull'origine di questo nome "Capo".
Quando gli Arabi conquistarono la città (nell'anno 830) si insediarono nell'antico punto punico-romano che chiamarono " al Qasr"(il Cassaro). Presto la città risultò essere troppo piccola per dare ospitalità ai nuovi arrivati e così si crearono quartieri nuovi al di fuori delle mura che costituiscono il borgo (rabat).
Verso nord, la città era delimitata da un avvallamento naturale che costituiva il letto del fiume Papireto, così il corso di questo fiume prima e anche il suo letto poi, divennero il luogo dove sorse un nuovo quartiere chiamato "degli Schiavoni" perchè in esso avevano preso stanza le omonime truppe mercenarie a servizio degli arabi, dediti al commercio degli schiavi.
Con il passere del tempo, lo stesso quartiere cambiò nome più volte passando da "strada del Kadì" a " Seralcaldio".
Questo ultima denominazione rimase per lungo tempo, indicava l'intero quartiere all'interno del quale vi erano, però, vari rioni a ciascuno dei quali venne dato un nome differente. Da tale distinzione in rioni dell'intero Seralcaldio nacque la necessità di distinguere la parte alta, corrispondente all'attuale Capo. Per lungo tempo questa zona venne chiamata " caput seralcaldi" o anche solo " il capo del Seralcandio" una volta scomparsa l'antico nome Seralcaldio rimase solo in nome "Capo".
il Capo, non ha avuto in età barocca una notevole edilizia civile, urbanisticamente è una vera e propria isola ad un livello sensibilmente più basso rispetto agli altri quartieri.

La spada di Matteo Bonello

Camminando per la via che costeggia la Cattedrale ci si imbatte nel Palazzo Arcivescovile e su uno dei battenti del grande portone si trova inchiodata la spada con la quale, tradizione vuole, sia stato ucciso il ministro di Guglielmo I da Matteo Bonello. Si narra che il ministro si fosse recato a Palazzo per far visita all'arcivescovo che era assai malato e che durante questa lunga visita Matteo Bonello e i suoi si erano appostati per trarre il ministro in agguato

I Beati Paoli


I Beati Paoli erano una società segreta, nata dallo strapotere e dai sopprusi dei nobili che amministravano anche la giustizia criminale nei loro feudi avvalendosi spesso dell'opera di "bravi"! Nacque, quindi, questa società segreta per far fronte all'assoluta mancanza di una giustizia dello Stato. I componenti di questa setta, si sa per certo, si riunivano in una cavità sotterranea esistente nel rione capo vicino la chiesa " Santa Maria di Gesu!Questa grotta non era però isolata ma faceva parte di un sistema di cunicoli molto complicato.Il nome Beati paoli deriva, secondo la tesi di Salomone-Marino, dal fatto che questi uomini di giorno andavano vestiti come monaci di San Francesco di Paola, per poi, nottetempo complottare ed eseguire le loro vendette,

mercoledì 5 marzo 2008

La Vucciria


Il termine vucciria è sicuramente una corruzione del termine francese "boucherie" che significa macelleria era infatti un gransde mercatodestinato al macello ed alla vendita della carne, solo dopo infatti fu transformata in mercato anche per la vendita della verdura da qui l'antico nome di " Bocceria della foglia"

Storia breve della città

Fondata dai Fenici nel VII sec. a.C. con il nome di Ziz, fiore, viene conquistata dai Romani che le danno il nome di Panormus (dal greco, tutto porto) che, con poche modifiche (l'arabo Balharm) è giunto fino a noi. Il periodo felice della città ha inizio sotto il dominio arabo (IX sec. d.C.). quando diviene uno dei principali centri islamici in occidente. La città si espande e nascono nuovi quartieri urbani al di là dei confini del centro storico detto il Cassaro (dall'arabo Al Quasr, il castello, antico nome anche della via principale, oggi corso Vittorio Emanuele). In particolare, nei pressi dello sbocco sul mare nasce la Kalsa (da al Halisah, l'eletta), quartiere fortificato e residenza dell'emiro. Nel 1072 la città cade in mano al normanno conte Ruggero, ma il passaggio non avviene in modo violento: ai mercanti, gli artigiani e più in generale alla popolazione musulmana (ma anche di altre razze e religioni) viene consentito di continuare a vivere e ad esercitare la propria professione. E' proprio questo che permette il diffondersi dello stile poi detto arabo-normanno, bellissima miscela di motivi sia architettonici che decorativi. La città prospera e si arricchisce di apporti delle diverse culture. Ruggero II, figlio del "conte", amante del lusso, fa nascere ovunque giardini di foggia orientale con lussuosi palazzi (la Zisa, la Cuba) e si circonda di letterati, matematici, astronomi ed intellettuali provenienti da ogni dove. Dopo un breve periodo di scompiglio e decadenza, Palermo e la Sicilia passano nelle mani di Federico II di Svevia (1212), sotto il quale la città riacquista centralità e vigore. Si susseguono gli angioini, cacciati alla fine della cosiddetta Guerra del Vespro, gli Spagnoli e, nel '700, i Borboni di Napoli che vestono la città di palazzi barocchi. L'Ottocento segna l'apertura della città ai commerci ed alle relazioni con l'Europa. La borghesia imprenditoriale è la nuova forza economica e la nuova "committente". E la città allarga i suoi confini. Viene inaugurato il viale della Libertà, continuazione di via Maqueda, ed il quartiere che vi sorge attorno si arricchisce di creazioni liberty. Ed è purtroppo l'ultimo guizzo, seguito da un periodo di stasi che vede susseguirsi i bombardamenti dell'ultima guerra, il terremoto del 1968 ed un lento, ma corrosivo degrado dei quartieri medievali. Oggi però un nuovo impulso alla rivalutazione, al restauro ed al riutilizzo dei magnifici monumenti del centro sta cercando di risvegliare questo magnifico gigante d'oriente ancora addormentato
Mi sono spesso ritrovata a guardare la mia città solo di sfuggita, presa com'ero dal tram tram della vita quotidiana, senza mai chiedermi cosa ci fosse dietro quell edificio, quella statua, quella via. Oggi voglio riuscire a riscoprire la parte ancora viva della Vecchia Palermo e per farlo voglio partire dal suo passato, dalle tradizioni, dagli usi e dai costumi!!! Con questo blog mi propongo di creare un angolo dove ci si possa incontrare per raccontarsi tutte le curiosità legate alla splendida Palermo!!!